Due restauri e ricostruzione filologica per la chiesa intitolata alla Virgo Fidelis a Firenze

È stato presentata questa mattina, nella sede dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, l’ultimazione  dei restauri di due grandi dipinti di proprietà delle Gallerie Fiorentine che, fino al 1866, erano parte integrante del patrimonio della chiesa di Santa Maria di Candeli, nel cuore di Firenze (all’angolo fra borgo Pinti e via dei Pilastri), oggi regolarmente officiata e dedicata, unica chiesa in Italia, da ormai 60 anni alla patrona dell’Arma dei Carabinieri: la Virgo Fidelis. Grazie all’interessamento degli enti statali coinvolti, dell’Arma dei Carabinieri e col determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio  di Firenze,  dallo scorso settembre si è svolto un  “Restauro in diretta”, cioè davanti agli occhi di tutti, nel cantiere appositamente allestito presso i locali dell’Ente stesso, finalizzato alla ricostituzione di quell’insieme e dunque a un’operazione di tutela e filologia storico-artistica tesa a restituire al complesso un aspetto simile, il più possibile, a quello originario. Le due opere oggetto dell’intervento di restauro,  realizzato  dallo Studio Artigianelli di Gianmaria Scenini  e diretto da Maria Sframeli, sono:  San Niccolò in gloria, San Giovanni da San Facondo, San Tommaso da Villanova e angeli  del fiorentino Francesco Botti (Firenze 1640  –  1710) eseguita per la chiesa nel 1703 e  Cristo crocifisso tra i ladroni con la Madonna, San Giovanni Evangelista, Santa Maria Maddalena e una pia donna  del fiorentino Alessandro Gherardini (Firenze 1655  –  Livorno 1726) sempre eseguita nel 1703. La cerimonia si è svolta alla presenza di Paola Grifoni (Segretario regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Toscana), Stefano Casciu (Direttore del Polo Museale Regionale della Toscana), Alessandra Marino (Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato), Pierluigi Rossi Ferrini (Vice Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze) e Emanuele Saltalamacchia (Comandante della Legione Carabinieri Toscana).

I PERCHÉ DEL RESTAURO

Molti anni fa, per l’arredo delle caserme fiorentine dei Carabinieri, Vittorio Tassi in via dei Pilastri e Antonio Baldissera in Lungarno Pecori Giraldi, le Gallerie Fiorentine concessero in temporaneo deposito dipinti e arredi, tuttora presenti e illustrati in una pubblicazione uscita nel giugno 2012 per i tipi dell’editore Polistampa, la prima di una collana intitolata “Le  dimore del Patrimonio”.  La pubblicazione coincideva con la ricorrenza dei vent’anni dalla nascita della Legione Toscana Carabinieri. Le ricerche condotte in quell’occasione fecero sì che la pubblicazione fosse chiusa da un auspicio, subito generosamente condiviso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze: la ricostituzione della piccola Galleria di Pitture di Santa Maria di Candeli. A  seguito delle Soppressioni del Governo Italiano del 1866,  questo particolare luogo di culto  di Firenze appartiene al Demanio Militare; ciò nonostante  alla fine del Settecento  era stata definita dal Lastri “piccola galleria di pitture del principio del nostro secolo” per sottolineare come il suo programma decorativo, attuatosi al principio del secolo XVIII, recasse una coerenza  e unità di stile tali da renderla somigliante a una piccola galleria. Rara galleria, potremmo aggiungere oggi, perché quasi unica ad essere stata realizzata in Firenze completamente nel Settecento.

UN’IMPEGNATIVA RICOSTRUZIONE FILOLOGICA

Per la ricomposizione del programma iconografico ancora testimoniato dai cartigli che restano a segnare l’esatto alloggiamento dei quadri, alle tele sopracitate  si unirà quella raffigurante La Madonna e il Bambino consegnano la cintola a Sant’Agostino e Santa Monica  del fiorentino Francesco Soderini (Firenze 1673 – 1736) per la quale, sempre nel 1703, il pittore risulta aver sottoscritto il ricevimento del pagamento. La tela del Botti, considerata perduta, è stata rinvenuta da Gioia Romagnoli nei depositi della Galleria Palatina, quella del Gherardini , in antico concessa in deposito esterno alla chiesa di Santa Maria Assunta a Bagno di Romagna è stata ritirata appositamente per il ritorno a Candeli e parimenti la tela del Soderini concessa invece in deposito alla Badia di  San Pietro a Cerreto (Gambassi Terme), già recentemente restaurata, è pronta per il ritorno alla chiesa dei Carabinieri, sua originaria ubicazione. A tal proposito  don Alfiero Rossi, Parroco della Basilica Santuario di S. Maria Assunta in Bagno di Romagna,  si è detto contento che il dipinto ritorni nella chiesa fiorentina per cui fu eseguito originariamente. Ha ricordato altresì che adesso al suo posto, nel Santuario, grazie ai funzionari della Soprintendenza Maria Sframeli e Simona Pasquinucci, è collocata   un’opera di Jacopo Vignali (1592-1664), Gloria di S. Francesco di Paola. Parallelamente, la Comunità Ecclesiale della Badia di S. Pietro a Cerreto, guidata dal suo Parroco, don Andrea Parrini, ha aderito all’iniziativa “Restauro in diretta” per assicurare il rientro nella sede originaria della Chiesa di Santa Maria di Candeli a Firenze anche del terzo dipinto il cui restauro è stato realizzato con il contributo economico dell’Impresa Edile Crocetti.  In sostituzione del dipinto restituito, gli uffici della Soprintendenza, con il coordinamento del funzionario addetto Claudio Paolini, hanno assegnato un altro dipinto, opportunamente già restaurato, Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Nicola di Bari attribuito a Fabrizio Boschi (1572-1642). Le tre tele saranno ufficialmente ricollocate nella loro sede il 21 novembre, festa della  Virgo Fidelis (patrona dell’Arma dei Carabinieri), in occasione di un concerto per coro e organo del “Magnificat” di Vivaldi  organizzato dall’Arma alle ore 17. Quindi  domenica 22  l’ordinario militare celebrerà la Santa Messa. Nella chiesa di Santa Maria di Candeli mancherà tuttavia  all’appello un dipinto opera di Anton Domenico Gabbiani, altro pittore fiorentino chiamato all’attuazione del programma iconografico di Candeli. Raffigurava l’Assunzione della Vergine  e, dato in deposito alla chiesa di Castelnuovo Garfagnana, vi fu distrutto dai bombardamenti  della seconda guerra mondiale; di esso ci resta testimonianza grazie  al disegno preparatorio custodito presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.