Inaugurata la grande ruota ad acqua al Museo dell’arte della lana a Stia

Replica moderna di 6 metri di diametro realizzata col contributo dell’Ente Cassa

Il Lanificio di Stia, che dal 2010 grazie all’opera della Fondazione “Luigi e Simonetta Lombard’’ ha ripreso vita come Museo dell’Arte della Lana, si arricchisce di una nuova attrazione: una grande ruota di circa 6 metri di diametro azionata dall’acqua del torrente Staggia, da poco inaugurata, che è stata possibile grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

La nuova ruota è una replica moderna dell’antica ruota ottocentesca usata nei secoli passati per muovere i macchinari che il simbolo visibile dell’importanza delle energie rinnovabili prodotte dall’acqua. E’ stata installata nel piazzale antistante l’ingresso del Museo e, insieme all’onda vetrata che contiene le vecchie turbine elettriche, completa il futuro percorso didattico esterno dedicato alla principale fonte energetica del Lanificio. Anticamente, infatti,  il Lanificio utilizzava l’energia meccanica dell’acqua per azionare i macchinari e già nell’Ottocento, per garantire forza motrice, era utilizzato un ingegnoso e inusuale metodo di trasporto dell’ energia derivata dall’acqua. Il sistema meccanico era costituito da un acquedotto su arcate in pietra, detto Ponte Canale, che incanalava l’ acqua prelevata dallo Staggia verso valle, fino alla tintoria, zona a monte del Lanificio, per realizzare un salto d’acqua capace di azionare una grande ruota idraulica di legno “a cassette”. La ruota, sviluppando una potenza di circa 40 CV, serviva per avviare un originale sistema di rinvii cinghia/puleggia installati su pali allineati lungo il tragitto: una “trasmissione teledinamica” di energia. La puleggia finale azionava un assale che comandava i macchinari collocati nell’ala est del Lanificio. All’inizio del secolo scorso, dopo un periodo di utilizzo delle macchine a vapore, il Lanificio è stato una delle prime industrie italiane a dotarsi di una propria turbina idroelettrica, azionata tramite l’acqua di un piccolo bacino a monte incanalata in una tubatura a pressione ancora attiva. Alla creazione del Museo, nel 2010, le due vecchie turbine restaurate sono state localizzate in una “onda” vetrata di fronte al Museo e sono visibili dai visitatori; ora, la nuova ruota completa l’installazione idraulica che continua a produrre energia elettrica.