Fondazione per il clima

e la sostenibilità

Descrizione del Progetto

La realizzazione del Manuale della Sostenibilità in Toscana si inserisce in una serie di attività sviluppate in collaborazione con vari enti sia territoriali come la Regione Toscana e la Provincia di Firenze, sia di ricerca come il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’ Università di Firenze, sia associative di categoria come Confagricoltura e Coldiretti. Le attività in corso si inseriscono nel contesto delle linee tracciate dall’Unione Europea per il 2020 , ribadite lo scorso marzo, rivolte ad abbattere i gas ad effetto serra, ridurre i consumi petroliferi e avviare una economia ambientalmente sostenibile.

Il progetto affronta infatti, in primo luogo, le energie rinnovabili con particolare riferimento alla filiera delle biomasse e si articola nella messa a punto di una caldaia a ciclo Rankine con cogenerazione di calore ed elettricità, nell’inventario delle risorse di biomasse sia forestali che da residui di coltivazione (paglie, sarmenti, potature di olivo, ecc.) da impiegare come combustibile, nel disegno di una rete di punti di raccolta della biomassa per la trasformazione e la pellettizzazione in collaborazione con il consorzio Agrario di Siena. Il secondo settore che il progetto affronta riguarda la filiera del tessile in collaborazione con l’Osservatorio del tessile Sostenibile di Unioncamere Toscana.

Anche in questo caso si è analizzata la filiera a partire dalla raccolta della lana, il suo lavaggio e il trattamento nelle varie fasi di filatura, cardatura, tessitura, finissaggio e confezione con particolare attenzione alle tecniche da adottare per ottenere tessuti dalle lane autoctone da tempo abbandonate in modo da recuperare una risorsa e abbattere gli impatti ambientali negativi derivanti dall’uso di prodotti sintetici e di materie prime di importazione. In questo contesto la Fondazione per il clima e la sostenibilità, che è stata riconosciuta come Agenzia Formativa della Regione Toscana, svolge un ruolo di raccolta e trasferimento delle attività tecnologiche sviluppate dagli altri partners e da questi finanziate.

Ciò avviene attraverso la preparazione di materiale didattico, l’applicazione del concetto di “distretto energetico rurale“ ad alcuni casi pilota relativi ai Comuni di Scandicci e di Bagno a Ripoli, la preparazione di software ad hoc per la commercializzazione dei prodotti e l’organizzazione di corsi di formazione per giovani laureati che si indirizzino in questi settori. La validità del progetto è stata recentemente riconosciuta dalla Commissione ambiente di ACRI.

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