Museo Anatomia Patologica

Università di Firenze

Descrizione del Progetto

L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ha contribuito, dal 2008 ad oggi, al restauro e alla valorizzazione di una raccolta di grande valore scientifico, storico e artistico consistente nelle cere e nei preparati anatomici storici dell’ Anatomia Patologica fiorentina. Grazie alla competenza e alla sensibilità del prof. Giancarlo Zampi, Professore emerito del’Università di Firenze già Direttore di Anatomia Patologica a Firenze, e della Prof.ssa Gabriella Nesi, referente scientifico del progetto, l’Ente Cassa ha posto le basi per il recupero di importanti testimonianze scientifiche, comunicate al mondo attraverso una delle più sofisticate espressioni di artigianato artistico fiorentino, la cera.

Lo studio delle antiche patologie, infatti, descritte dalle cere con minuzia di particolari (la cera anatomica nasce per illustrare nel dettaglio la malattia e conservarne l’immagine) è oggi un importante strumento di studio scientifico e di meraviglia estetica. Il Museo Patologico dell’Università di Firenze fu fondato nel 1824 dai Soci membri dell’Accademia Medico-Fisica Fiorentina, emanazione scientifica del celebre Gabinetto Vieusseux. Dapprima collocata nel Salone delle Adunanze del già citato circolo letterario, nel 1838 la collezione fu spostata all’Imperiale e Reale Arcispedale di Santa Maria Nuova e annessa a quella analoga che già esisteva nell’Arcispedale. Soltanto nel 1959 l’Istituto di Anatomia Patologica e il Museo sono stati trasferiti a Careggi dove il riordino e la nuova disposizione museale si debbono all’appassionata dedizione del Prof. Zampi e del Prof. Sergio Dini.

Il Museo Patologico si trova presso la Sezione di Anatomia Patologica dell’Università di Firenze nel complesso ospedaliero di Careggi ed è curato dalla Dott.ssa Gabriella Nesi. Particolare vanto del Museo è la raccolta di cere anatomiche, opera in gran parte di Giuseppe Ricci e, in minor misura, di due talentuosi artisti afferenti al laboratorio della Specola, Luigi Calamai e il suo allievo Egisto Tortori (1829–1893), l’ultimo dei modellatori storici dell’Officina della Specola.

Della collezione fanno parte anche preparazioni anatomiche (osteologiche, essiccate e conservate in mezzo liquido fissativo), busti di gesso/ marmo raffiguranti alcune delle figure più importanti dello Studio Patologico toscano, strumentazione medica e tecnica per lo studio dell’istologia (seconda metà dell’Ottocento, prima metà del Novecento), il “Catalogo Museale”, il “Registro delle Autopsie” e i volumi contenenti le “Storie Cliniche” relative alle 1.469 Autopsie svolte tra il 1839 e il 1881. La storia del Museo Patologico è strettamente connessa all’istituzione, a Firenze, della prima cattedra italiana di Anatomia Patologica (1840) e, fin dalla sua costituzione, esso è stato luogo di didattica, di ricerca, dunque di cultura.

Negli ultimi anni, l’Ente Cassa ha finanziato molteplici interventi di restauro della collezione del museo, in gran parte restituita oggi all’originale bellezza, permettendo di preservare questa preziosa eredità storico-scientifica per l’Ateneo e per la città di Firenze.

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