Per la prima volta in mostra i 20 arazzi di Cosimo I

Tombari, “onorati di aver sostenuto il loro restauro’”

Dopo 150 anni vengono esposti per la prima volta, tutti assieme, i 20 arazzi, raffiguranti le Storie di Giuseppe Ebreo, realizzati per Cosimo I de’ Medici dal Bronzino e da Pontormo e restaurati, in 27 anni di lavoro, grazie al determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Considerati fra le opere di arazzeria più importanti del Rinascimento, questi capolavori sono conservati metà al Quirinale e metà a Palazzo Vecchio a Firenze. E proprio al Palazzo del Quirinale si è svolta la conferenza stampa per presentare la mostra che li riunisce e che è intitolata ‘Il principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino’. Le opere saranno visibili dal 20 gennaio al Quirinale, poi – in concomitanza con Expo 2015 – si trasferiranno a maggio a Milano, nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e poi, dal 15 settembre, andranno a Palazzo Vecchio a Firenze. Un ritorno ‘a casa’ visto che furono realizzati proprio per decorare il Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Alla conferenza stampa sono intervenuti il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che ha la delega all’esposizione universale, i sindaci di Firenze e Milano Dario Nardella e Giuliano Pisapia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, Diana Bracco dell’omonima fondazione. Gucci è main sponsor.

‘’E’ un grande onore per l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze – ha dichiarato il presidente Umberto Tombari – avere contribuito al restauro dei 10 arazzi di Palazzo Vecchio e siamo grati al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al sindaco di Firenze Dario Nardella per avere voluto un progetto espositivo di tale rilevanza. Questo imponente recupero ha accompagnato la storia della nostra istituzione in quanto è cominciato col sostegno dell’allora Cassa di Risparmio di Firenze ed è proseguito col finanziamento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nata nel 1992, per uno stanziamento complessivo di un milione e 100 mila euro’’. ‘’Dunque – ha aggiunto –  assume per noi un particolare valore, anche affettivo, che si aggiunge all’orgoglio di aver valorizzato un ciclo di opere che rappresenterà nei prossimi mesi l’immagine dell’ Italia nel mondo. E’ anche significativo che, per l’esecuzione di questa complessa operazione, siano state create delle competenze specifiche nella materia del restauro degli arazzi, condotto dall’Opificio delle Pietre Dure, che potranno essere impiegate per futuri recuperi’’.