Le Fondazioni bancarie, forti motori di sviluppo sociale e di innovazione

Incontro–dibattito promosso dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana

Il coordinatore della Consulta Barsotti, ‘’Nostro ruolo cresciuto in questi anni’’

Il presidente Ente Cr Firenze Tombari ‘’Per essere efficaci occorre una governance collettiva’’

Le Fondazioni di origine bancaria sono un forte motore di sviluppo sociale soprattutto in un momento di così grave crisi economica e sociale e, nella loro storia ultraventennale, hanno anche saputo rinnovarsi notevolmente per rispondere con più efficacia alle nuove esigenze del territorio. E’ quanto emerso dall’ incontro-dibattito che si è svolto stamani a Palazzo Incontri (Sala di Banca CR Firenze) per iniziativa della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana nell’ambito della seconda Giornata Europea della Fondazioni proposta da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’ organizzazione che riunisce le associazioni di fondazione presenti sul continente, e da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e dedicata quest’anno al ‘Welfare di comunità’.

‘’Le crescenti emergenze chiedono una governance collettiva a livello locale – ha osservato il presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari nel fare gli onori di casa – e occorre, oggi più di ieri, una forte intesa tra istituzioni pubbliche e private, pur nell’autonomia di ciascuno. La rete locale infatti funziona se tutti gli attori vi partecipano portando le proprie conoscenze ed esperienze che arricchiscono così il patrimonio comune’’. ‘’In questo rinnovato scenario – ha osservato, a sua volta, il Coordinatore della Consulta Luciano Barsotti – il nostro ruolo, pur cresciuto nel tempo, non può che essere integrativo e non certo suppletivo in quanto le risorse delle Fondazioni di origine bancaria destinate al welfare, pur ingenti, non possono che essere aggiuntive ai 60 miliardi l’anno che il Pubblico destina ai servizi sociali’’.

Propria lo sinergia tra pubblico e privato è la prima risposta diretta ed efficace alla crisi del welfare, come ha spiegato la Vice Presidente Fondazione per la Sussidiarietà e docente del Politecnico di Milano Paola Garrone illustrando la ricerca ‘Sussidiarietà e servizi sociali’ condotta dalla Fondazione sussidiarietà. ‘’Le Fondazioni di origine bancaria – ha aggiunto – non potranno rispondere se non collettivamente strutturandosi su base territoriale e al welfare pubblico in difficoltà dovrà necessariamente affiancarsi un welfare comunitario, capace di mettere insieme risorse e realtà diverse che possano sviluppare forme d’intervento innovative e peculiari nel campo dell’assistenza sociale. In quest’ottica le Fondazioni possono svolgere una proattiva ricerca dell’innovazione, della valutazione dell’efficacia e dalla promozione del coordinamento tra i diversi soggetti per favorire la costruzione di reti sociali’’.

Le maggiori urgenze della base sono emerse dalla tavola rotonda, moderata dal direttore del Corriere fiorentino Paolo Ermini, a cui sono intervenuti Giorgio Righetti (Direttore Generale Acri), Luigi Paccosi (Cesvot), Arturo Lattanzi (Presidente Fondazione CR Lucca), Ivano Paci (Presidente Fondazione CR Pistoia), Claudia Fiaschi (Past President CGM Gruppo Cooperativo e R&S Consorzio Co&So Firenze), Luca Bagnoli (Delegato al bilancio Unifi), Marco Tognetti (Fondatore Cooperativa Lama e ImpactHUB Firenze), Marco Ratti (Responsabile Knowledge Center di Banca Prossima).

Richiesta di collegialità tra tutti i soggetti del Terzo settore, condivisione delle priorità, desiderio di sperimentare nuove forme di impresa sociale, maggiore impiego della rete che consente di dilatare i confini del mondo che ruota attorno al welfare sono alcune delle richieste espresse da alcuni rappresentanti delle associazioni intervenute ai lavori. Una prima risposta già operativa è venuta proprio dal progetto appena varato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze: il portale di servizi per il welfare toscano www.siamosolidali.it che è nato proprio su indicazioni, suggerimenti e sollecitazioni delle stesse associazioni con cui la Fondazione dialoga da anni. E’ stato così risposto ad una richiesta della base facendo nascere una ‘piazza’ a cui può affacciarsi chi desidera offrire il proprio tempo ma anche per chiedere aiuto, una occasione per lanciare campagne di raccolta fondi.

Non è mancato un riferimento alla riforma del Terzo settore a cui sta lavorando il Governo e che, in base a quanto è noto fino ad ora, riscuote giudizi positivi in quanto sta dando una grande centralità ai corpi intermedi. Una puntualizzazione è stata fatta anche sul trattamento fiscale che certo non favorisce le fondazioni che hanno pagato complessivamente 170 milioni di tasse nel 2013,compresa la tassazione alla fonte.

Nel concludere i lavori, Barsotti ha evidenziato la positiva collaborazione che sta crescendo tra le fondazioni della Toscana e che si concretizzerà presto in nuove iniziative che interesseranno i diversi settori di intervento propri di queste istituzioni.