Nuovo allestimento delle aule didattiche per i detenuti del carcere di Sollicciano Rossi Ferrini, ”Impegno costante della Fondazione per la rieducazione della popolazione carceraria”

Sono stati inaugurati nel carcere di Sollicciano, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca On.Gabriele Toccafondi, i nuovi arredi per le aule scolastiche poste all’interno dell’istituto. Sono state arredate 7 nuove aule: 5 da 12 posti per la sezione maschile e una, di informatica, per la sezione femminile (di Sollicciano) e una per l’istituto Gozzini di ‘Solliccianino’. L’intervento è stato possibile grazie al determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dell’azienda Paci SRL.

Alla cerimonia sono intervenuti anche il Vice Presidente Ente Cr Firenze Pierluigi Rossi Ferrini, il Direttore del carcere di Sollicciano Mariagrazia Giampiccolo; il Dirigente scolastico dell’Istituto Russel Newton Roberto Curtolo; il Provveditore Regionale dell’ Amministrazione Penitenziaria Toscana Carmelo Cantone; il Garante dei diritti dei detenuti del comune di Firenze Eros Cruccolini; il titolare della Paci SRL Massimo Paci.

Gli arredi sono costituiti da 80 tavolini monoposto e da altrettante sedie, da 8 cattedre, da 5 tavoli per la mensa, da accessori vari e da 16 carte geografiche magnetiche.

La scuola in carcere (dell’obbligo e superiore) a Sollicciano e al Gozzini (Solliccianino) è così costituita. Per quanto riguarda l’obbligo all’interno dei due penitenziari ci sono 10 classi per circa 150 studenti; le superiori sono frequentate da circa 70 studenti. I docenti provengono direttamente dalle scuole: per le superiori dal Russell Newton e Sassetti Peruzzi. Al Gozzini c’è anche un corso di perito agrario frequentato da circa 15 ragazzi con docenti dell’Istituto Agrario di Firenze.

Accentuare l’attenzione sulla scuola in carcere, hanno sottolineato i partecipanti alla cerimonia, è un elemento determinante per quanto riguarda le opportunità di reinserimento dei detenuti. E’ fondamentale quindi che anche i materiali siano idonei per migliorare le condizioni del vivere in classe come momento di apprendimento e di confronto. Un detenuto tunisino di Sollicciano, proprio ad un incontro con il Sottosegretario Toccafondi, metteva in evidenza l’importanza di frequentare la scuola e riportando la propria esperienza ha detto: “Io sono entrato in carcere con la testa vuota ed esco con la testa piena di informazioni e di esperienze importanti, per intraprendere percorsi diversi da quelli che mi hanno portato in carcere”.

“Voglio ringraziare l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nella persona del suo Presidente Prof. Umberto Tombari – ha dichiarato il Sottosegretario Toccafondi – grazie alla quale possiamo inaugurare i nuovi strumenti per la scuola in carcere, con il contributo dell’Ente Cassa è stato possibile acquistare le attrezzature che verranno utilizzate dagli studenti reclusi. E’ grazie ad azioni come questa che possiamo concretamente aiutare l’istruzione e la formazione in carcere. La nostra Costituzione all’art. 27 parla di rieducazione e questo è quello che vogliamo fare. Si tratta di dare un’altra possibilità, la scuola in carcere deve essere potenziata in tutte le strutture. L’istruzione ha un ruolo fondamentale all’interno del sistema penitenziario. Chi vuole cambiare deve avere la possibilità, dentro il carcere, di fare percorsi formativi e lavorativi validi e concreti per poter realizzare un nuovo progetto di vita. L’istruzione nei penitenziari contribuisce così ad abbattere la recidiva. C’è ancora molto da fare in questo settore ed è per questo che l’istruzione in carcere è tra le priorità del Miur poiché costituisce elemento essenziale per il percorso di riabilitazione dei singoli e per l’intera comunità civile”.

‘’Questo nuovo intervento – ha dichiara il Vice Presidente Ente Cr Firenze Pierluigi Rossi Ferrini – si inserisce nel nostro costante impegno nel processo di rieducazione e il reinserimento della popolazione carceraria. Una attenzione che prosegue da anni e che si concretizza sostenendo le associazioni che, in maniera generosa e spesso silenziosa, consentono ai detenuti di Sollicciano di svolgere le attività più diverse per cercare di attenuare, in parte, la sofferenza della loro condizione. L’attività dei volontari consente infatti ad alcuni di loro (anche reclusi nel carcere di Prato) di potersi laureare utilizzando apposite borse di studio, di costruire e vendere bambole (da parte del reparto femminile), di coltivare e vendere spezie grazie ad uno spazio verde interno all’istituto, di riordinare l’archivio del Tribunale di Firenze’’