Sicurezza, energia, cultura, 3D: 7 nuovi spin off dell’Università di Firenze

Dalla diagnosi di contaminazioni negli alimenti alla prevenzione del bullismo, dalla sicurezza geologica allo sviluppo di energia da biomasse, dall’ideazione di videogiochi per la selezione del personale al recupero in 3D del patrimonio culturale e paesaggistico, fino a un sistema di allerta valanghe basato sull’acustica infrasonica. E’ vario e articolato il ventaglio di servizi offerti dai 7 spin off dell’Università di Firenze approvati nel secondo semestre 2015 e presentati al Campus Design di Calenzano nel corso di un incontro dal titolo “Il design delle idee”. L’ area più gettonata è quella scientifica (Ecolgene, Item, Geoapp), seguita dall’area tecnologica (iBionet e Sisma) e da quella umanistica e della formazione (Laborplay ed Ebico).

All’appuntamento, organizzato dal Centro di Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e la gestione dell’Incubatore universitario (CsaVRI), in collaborazione con la Fondazione per la ricerca e l’innovazione dell’Ateneo fiorentino, hanno partecipato Andrea Arnone prorettore dell’Università di Firenze al trasferimento tecnologico e ai rapporti col territorio e col mondo delle imprese, Elisa Nannicini, responsabile del settore “Ricerca industriale, innovazione, trasferimento tecnologico” della Regione Toscana, Gabriele Gori, direttore generale dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che sostiene dal 2011 le attività di Csavri e dell’incubatore universitario fiorentino, Valter Quercioli, presidente di Federmanager Toscana, Silvio Sferruzza, responsabile del programma “FastWorks” in GE Oil & Gas.

Durante l’incontro hanno fatto il loro debutto anche gli otto team selezionati nell’ambito dell’undicesimo  ciclo di preincubazione che sono impegnati in un percorso di training e nella stesura di un business plan, primo passo per poter diventare spin off UniFi. I gruppi più numerosi gravitano nell’area tecnologica (ABuk, Erlss, Labzeb) e scientifica (Unchained e Winecost), ma sono presidiati anche l’ambito umanistico (Paths), biomedico (Genando) e delle scienze sociali (Orma).

La mattinata è proseguita con la presentazione di otto progetti partecipanti a Impresa Campus Unifi, un ulteriore strumento messo a disposizione dall’Ateneo per aiutare i laureati fiorentini nella creazione di una start up di impresa. I progetti sono stati valutati da una commissione che ha premiato Ecodream per l’idea imprenditoriale, incentrata sulla produzione di borse e accessori tramite utilizzo di materiale di recupero con particolare attenzione al design dell’oggetto (nella foto Andrea Arnone premia il portavoce del gruppo Alessio Baldi)

L’Università gioca sempre più un ruolo chiave nel settore dell’innovazione e del trasferimento tecnologico soprattutto in relazione al tessuto produttivo del territorio – ha spiegato il prorettore Andrea Arnone – i risultati che abbiamo raccolto in questi anni, di cui le presentazioni dei nostri giovani offrono oggi uno spaccato, sono il frutto dello sforzo compiuto dall’Ateneo attraverso il Centro di Servizi per la Valorizzazione della Ricerca e la gestione dell’Incubatore universitario (CsaVRI), insieme alla Fondazione per la ricerca e l’innovazione, e della collaborazione, sempre più stretta, con altri attori istituzionali ed economici. Questa sinergia, questo sistema di alleanze, sarà sempre più determinante per supportare la capacità dell’Ateneo di trasferire nuove conoscenze – e dunque maggiore competitività e ricchezza – al territorio”.

L’avvio della collaborazione, nel 2011, tra l’Ente CR Firenze con CsaVri e l’Incubatore Universitario fiorentino – ha dichiarato il direttore generale di Ente CRF Gabriele Gori – è stato determinato da una precisa scelta strategica. La Fondazione ha infatti voluto essere a fianco dell’Università in un settore strategico quale è il trasferimento tecnologico e l’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati e ci è sembrata una giusta modalità sostenere iniziative, come questa, che hanno un ritorno sul tessuto economico e un supporto non solo finanziario ma anche in termini di progettualità condivisa. La sinergia tra l’Incubatore e l’Ente Cassa ha prodotto, in questi anni, risultati oggettivi e fortemente positivi ma occorre ancora lavorare insieme, con una rete estesa di altri soggetti, per intervenire in modo sempre più appropriato e innovativo su una realtà molto complessa che è quella del sistema economico territoriale’’.

Dal 2010 l’Università di Firenze ha aiutato oltre 600 ricercatori a sviluppare un progetto di impresa attraverso l’Incubatore Universitario Fiorentino (IUF), il servizio che consente a chi svolge ricerca in Ateneo di verificare la fattibilità delle proprie idee di impresa e di orientarsi verso il mercato. In sei anni sono nati 41 spin off dei quali 11 hanno un fatturato superiore a 100mila euro.

Per la metà di aprile sarà pubblicato il bando per partecipare al dodicesimo ciclo di preincubazione. I ricercatori interessati a  partecipare avranno un mese di tempo per presentare la propria candidatura.

Nella prima foto in allegato, da sinistra Benedetta Palladino (Ebico), Paolo Farina (Geoapp), Giacomo Ulivieri (Item), il prorettore Andrea Arnone, Giovanni Pancani (Sisma), Elena Gaiffi (Laborplay).

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